r o b e r t o l a f o r g i a
la nuova versione di evviva niente è su
cari fratelli e gentili passanti,
non riesco ad aggiornare il blog a causa dei miei strafottutissimi sbalzi d'umore. se scrivo una cosa in mattinata c'è il rischio di volerla cancellare in serata. così per evitare perdite di tempo non pubblico nulla. questo vuol dire essere idioti.
fortunatamente ci sono altre ragioni per cui non mi faccio sentire: arcinema è una di queste.

eccomi in una foto durante la serata scorsa in cui abbiamo creato un dopo film che ha divertito molto il pubblico (qui il servizio fotografico). io (naturalmente) ho esagerato. mettere in gioco la mia fisicità in queste situazioni è una possibilità di espressione che mi attrae molto. far ridere è bellissimo. arcinema, kino radar e gli altri eventi che faccio con radar e foodstock, sono occasioni d'oro per capire cosa fa ridere. mattoncino dopo mattoncino mi sto facendo un'idea sul comico. si, insomma, niente di eccezionale... per il momento posso dire che il comico è una composizione ritmica. le battute non c'entrano un granchè. chissà se la cosa avrà degli sviluppi.
i miei fumetti procedono. sto disegnando una nuova storia e ho cominciato a dar corpo ad un nuovo testo molto impegnativo. non darò anteprime. non le darò mai.
ciao a tutti e non pensiate che io sia morto
vi voglio bene
evviva niente
il circolo arci di anzano è un’osteria popolata da più di cinquanta giocatori di carte a sera. si beve vino, si bestemmia e si parla tantissimo. tante sono le differenze tra questo circolo osteria e i soliti locali o pub serali della zona. nei pub si sente la musica altissima tanto che non riesci a parlare. potresti gridare ma non lo fai perché nessuno lo fa. si preferisce parlare poco. la musica colma l’imbarazzante silenzio.
al circolo puoi alzare la voce perché tutti hanno la voce alta ma non per superare la musica. la musica non c’è.
i pub sono bui per creare atmosfera. al circolo niente è costruito per creare atmosfera. l’atmosfera c’è già.
nei pub della zona non socializzi.
dal circolo rischi di non uscire vivo.
nei pub i prezzi sono alti.
al circolo, no.
questi e altri sono i motivi per cui ormai sono un frequentatore del circolo arci di anzano e per cui proprio qui ho deciso insieme ai miei amici di fare arcinema – la commedia all’italiana a cena.
proporre l’idea ai signori è stato facile sin dall’inizio. guardare film come l’oro di napoli e divorzio all’italiana mangiando un piatto di pasta ed evitando di mummificarsi più che ammutolirsi durante la visione del film è cosa assai gradita.
gli entusiasti non mancano.
abbiamo preso ad aggiornarli sui nostri lavori, la scelta dei titoli, delle paste, la realizzazione dello spot da mandare in altre rassegne in zona, le grafiche varie, siae, spese ecc. e a quanto pare loro hanno apprezzato il nostro modo di lavorare senza mai fermarci. 
la sera in cui abbiamo montato l’insegna illuminata col rischio di spaccarci la testa ha influenzato parecchio la percezione che i signori hanno di noi.
prima di andar via luigi, uno dei più gagliardi del circolo, non ci ha lasciati andar via senza dirci davanti ai suoi amici che siamo bravi. lo so che è poco e che non abbiamo scalato una montagna a mani nude ma a io mi sono commosso.
mi fa piacere trovare persone che non si vergognano a fare complimenti e a dare pacche sulle spalle. sono due cose fuori moda.
la confidenza matura e l’esperienza in generale si arricchisce di piccoli momenti che sono oro per l'umore.
come alla fine della prima serata quando ennio, il presidente del circolo, una persona troppo giusta, mi fa “queste sono soddisfazioni”.
infatti la prima serata è andata fin troppo bene. è arrivata un sacco di gente considerando la timida pubblicità. a malincuore abbiamo dovuto mandar via un po’ di gente, i non prenotati.
la serata è cominciata con un po’ di ritardo per via di questo imprevisto ma chi si era sistemato ai tavoli si godeva l’atmosfera, la caciara e il vino buonissimo con ammirevole pazienza. che fretta c’è?
prima che iniziasse il film abbiamo proiettato la nostra sigla e la video-presentazione del film realizzata da noi. giriamo sketch divertenti con i signori del circolo. gli sketch meritano un articolo a parte quando saranno pronte le versioni per il web. per il momento beccatevi lo still seppiato.

tutti ridono e commentano ad alta voce. il film comincia. due giovani cameriere fanno il loro ingresso servendo piatti fumanti di pasta con le vongole.
il pubblico quasi rigorosamente vestito eleganza all’italiana mangia e si diverte.
è arcinema, la commedia all’italiana a cena.
presto comincerò ad occuparmi della seconda edizione de la giornata del baratto. per me è una grande occasione di divertimento. durante la prima giornata abbiamo giocato a scambiare oggetti e altro. c'era un clima di festa molto diffuso in tutte le micro-situazioni che si sono venute a creare. gli scambi inconsueti, i balli, i numeri clowneschi, la musica dal vivo, i bambini (pochi) che come palle da flipper rimbalzavano da un tavolo del baratto all'altro (nella foto).
io naturalmente ho colto quasi tutte le occasioni per mettere in gioco la mia fisicità, dal ballare a far lo scemo coi bambini e al gridare come un assatanato.
per la prossima edizione ho in mente di agire sotto le vesti di un personaggio: lo scemo del villaggio e barattare cose sceme come smorfie, dichiarazioni d'amore, scazzottate... non lo so è ancora tutto da definire.
secondo me è fondamentale vivere il territorio ed è assolutamente necessario che le nuove generazioni riprendano la cultura del gioco per strada.
quand'ero piccolo giocavo dalle tre del pomeriggio alle undici di sera con i miei amici. naturalmente andavo male a scuola. giocavo nel cortile di casa e fuori per le strade del paese quando riuscivo a fuggire all'occhio vigile di mia madre.
relazionare era per noi bello o brutto a seconda dei casi. le modalità di relazione erano molteplici: picchiarsi, giocare a calcio, provocare e subire forti umiliazioni, vivere momenti di pathos incredibile quando compivano le nostre imprese da giochi olimpici tipo fare la capriola con la bicicletta. cioè girare in aria con la bici. difficile da spiegare a parole. roba da spaccarsi la testa e finire in ospedale se non in cimitero.
eravamo circa 50 bambini in un unico condominio. siamo stati bene e siamo stati male.
adesso mi volto in dietro e vedo che mi è rimasto molto di quegli anni. posso dire di non averli buttati al vento.
vivere in comunità e giocare in gruppo è fondamentale per un bambino.
passare la propria infanzia da soli davanti a video-games, cellulari e televisione vuol dire arrivare all'età adulta senza alcun ricordo.
senza nessuna storia alle spalle.
oggi vedo che soprattutto dalle mie parti (veneto) ma anche in puglia (dove sono cresciuto) si è persa la cultura del gioco per strada. mia madre dice che a suo parere i bambini degli anni 80 - primi 90 sono stati gli ultimi a giocare in gruppo e all'aperto.
le cause? saranno le nuove tecnologie, saranno i genitori che trattano i figli come se fossero vecchi ammalati incapaci di tutto, sarà la scuola che non educa al lavoro di gruppo, sarà che i bambini sono pochi... ma chi sa cosa c'è esattamente sotto.
forse più avanti comicerò a fare un lavoro di ricerca qui a vittorio veneto finalizzato alla creazione di eventi che portino i bambini sulle strade e nelle piazze della loro città.
sarebbe bello riuscire a fare qualcosa.
clicca sulle immagini per ingrandirle
fate un salto su foodstock. lì continuo a pubblicare cosette.


qui a vittorio veneto si cerca di dar vita a cose che ci piacciono. un amico ha chiesto una mano a radar (la mia associazione) per organizzare un concerto con i neo e improvvirusoundexeperience. naturalmente io mi sono occupato della pubblicità. sopra, il fly. fronte e retro.
fromscratch è l'etichetta che pubblica i neo. gli improvvirusoundexperience non hanno pubblicazioni alle spalle. trattasi di un'orchestra formatasi da poco. è l'orchestra del mio amico. quello che sta organizzando il concerto. l'ho sentito suonare in un'altro gruppo: aufheben. fanno musica bellissima. di tanto in tanto disegno assistendo alle loro prove e non riesco a concentrarmi sui disegni perchè la loro musica mi fa venire la pelle d'oca.
ok, quando faranno un concerto vi avviserò. intanto non perdetevi neo e improvvirusoundexeperience.
da tempo non aggiorno il blog ma di cose ne succedono.
sono stato a lucca. non so che dire di lucca. del festival.
vedo sulla rete che molti sono presi dal dover dire per forza qualcosa sul festival di lucca (non mi riferisco chi è stato direttamente chiamato in causa naturalmente). si parla del festival di lucca come si parla di miss italia, del festival di san remo, di celentano, del grande fratello e del papa. se ne parla perchè si deve parlarne. tutto questo insieme di cose poco mi riguarda perciò arrivo subito ai cazzi miei:
il fumetto.
oggi ho cominciato a disegnare le sedie che volano.
quando ho finito lo storytboard mi sono detto ok, adesso devo solo disegnarlo, ci vorrà tempo ma che cazzo ci vuole!
e invece sono stato sino a ieri a cercare il tono giusto per disegnare questa storia. tante prove e finalmente ho trovato la soluzione giusta (o supposta tale, per il momento).
ecco una vetrina delle soluzioni scartate.





mi piacciono tutti a dire il vero (modestia a parte) ma bisogna leggere la storia per capire perchè alla fine ho deciso di disegnare tutto così

a dire il vero non ne sono sicurissimo ma si è mai certi di ciò che si fa?
e poi questo stile mi piace, lo eseguo con scioltezza e non richiede moltissimo tempo.
ci tengo a torvare un stile che mi permetta di non invecchiare sulle mie storie. ho altre tre storie in attesa di essere disegnate.
non disegno un fumetto da aprile.
è da aprile che scrivo soltanto.
adesso scrivo e disegno e sono sollevato e lavoro con più piacere. quando si parte con una fase nuova è sempre così (ma solo all'inizio...).
continuo a lavorare su piccole commissioni e sulla rassegna kino radar che sta andando benissimo. ogni sera è il pienone.
le rassegne cinematografiche di vittorio veneto sono in larga parte colpite dall'effetto calo: pienone prima serata, in due nell'ultima serata.
kino radar no. siamo soddisfatti. mucho soddisfatti.
si respira un buon clima e il pubblico apprezza e ci tiene a dircelo così a me viene la pelle d'oca e penso che eros, walter e gilberto (scrittori del programma) hanno fatto un lavoro con i controcoglioni, che angela fionda il nostro nome su tutti i giornali con ottima mira e che le mie introduzioni deficenti (l'ultima con una mazza da baseball) rendono il tutto deficente al punto giusto.
qualche giorno fa un amico mi mostra il quindicinale, un periodico della zona. tommaso bisagno ha scritto un'articolo su questo blog.
mi ha fatto piacere. potete leggerlo qui.
grazie signor bisagno.
un'informazione importante: perdersi questa cosa è cosa assai sbaliata..
grazie a tutti, cari frequentatori.
vi saluto,
evviva niente!
rieccomi qua.
nelle ultime settimane ho fatto i salti mortali tra una cosa e l'altra. ma andiamo per ordine.
la giornata del baratto è funzionata alla grande. il giorno prima io e miei amici abbiamo pubblicizzato la cosa girando come pazzi su una cinquecento megafonata e con musica di duke ellington. io dal tettuccio spuntavo con il mio cappello vecchio stile che d'un tratto è volato via, costringendomi ad un numero di acrobazia per saltare dal tettuccio della cinquecento al cappello perso nel traffico. i vittoriesi ci guardavano come se fossimo arrivati da un altro pianeta.
la giornata del baratto è stata una grande occasione per dimostrare a tutta vittorio che tutto è possibile. molta gente ha allestito banchetti, abbiamo barattato come veri signori, clown, ballerini, jazzisti hanno reso il tutto più colorito. c'è chi barattava libri, cd, fumetti, serate cinematografiche, tempo, spettacoli, progetti di design, informazioni, lettura della mano, oroscopi.
io ho fatto grandi affari. ho preso cose che mi servivano tra cui libri e cd. una signora non aveva di che barattare con le mie cose così le ho detto di comprarmi 4 litri di vino per me e miei amici e the orange book di richard mcguire. ho barattato una polaroid d'epoca e tante altre cose interessanti.
ma non finisce qui. ho deciso di adottare il baratto come modalità di acquisto. continuo a barattare insomma. negli ultimi giorni mi sono procurato un montgomery elegantissimo, una valigetta che è la fine del mondo, un taglio di capelli e quattro sedute di massaggio (ancora da contrattare in verità).
con questa è fatta. si pensa alla prossima edizione della giornata del baratto. io baratterò smorfie.
ieri, camminando per strada ho trovato una bancarella di cioccolato così ho preparato in quattro e quattrotto la serata del cioccolato a casa di un'amica. una serata a base di cioccolato. bellissimo. da rifare con più calma e meglio.
sto lavorando su due storyboard di fumetti brevi. il 29 o 30 sarò a lucca con questi storyboard.
sto disegnando un logo per un dipartimento di filosofia.
ho trovato un gentile signore che finanzierà la mia attività pittorica (riprenderò a fare le tele grandi) in vista di una mostra personale.
presto arriveranno manifesti da invetare e disegnare.
ho in progetto una mostra di illustrazioni per questo natale.
due video. presto vedrete.
un giornalista scriverà un pezzo su di me su un settimanale di treviso (?).
tante cose mi tengono su di giri e mi piace.
e tra pochi giorni parte KINO RADAR, una rassegna di cinema d'animazione che ho preparato con la mia associazione (qui il programma).
non mancate!
evviva niente!
qualche mese fa parlando con un gruppo di amici su cosa ci piacerebbe fare a vittorio veneto, siamo arrivati alla conclusione che le idee non bastano. così abbiamo fondato un'associazione. l'associazione radar, di cui io sono illustrissimo presidente.
attualmente stiamo preparando due eventi. uno di questi è la giornata del baratto. organizzata in collaborazione con incognita e foodstock (una cricca di imbecilli fantasiosi di cui il sottoscritto è una delle colonne portanti).
gran parte del lavoro è stato svolto. stamattina ho terminato le grafiche. una locandina e un volantino.

non vedo l'ora di girare per vittorio veneto circondato dai miei pupazzi. avremo un'affissione piuttosto presente nel territorio. il patrocinio del comune ci ha permesso di fare le cose un pochino meglio.

adesso non resta che tornare a tutte le altre cose e sperare di trovare un posto per fare vendemmia. così pompo muscoli e portafogli.
ma soprattutto non resta che raccogliere le cose da barattare invitando anche voi a farlo e attendere il 16 ottobre.
sperando che non piova...
una brutta giornata (titolo provvisorio del fumetto in lavorazione) sarà il prodotto di tante reivisioni, di tante modifiche e riscritture. ho apportanto un milione di cambiamenti sino ad ora. dalla primissima stesura in prosa allo storyboard che adesso ho in mano molte cose sono cambiate tanto che ormai ho l'impressione che il rivedere abbia rubato il mio ruolo di autore. ma non finisce qui. un ulteriore problema è costituito da tutti quei difetti che il mio occhio giovane non riesce ancora a guardare. so che è stupido ma voi non potete immaginare quanto mi cago sotto all'idea di aver fatto male delle cose.
ho l'ansia dell'errore probabilmente. gli amici, i professionisti, sono ottimi aiutanti. grazie a loro noto i difetti e sistemo e grazie a loro elaboro meglio la questione del realizzare una storia. ma non si può cercare un'ancora di salvezza solo in chi si occupa di narrazione. i narratori non conoscono tutto.
chi invece conosce tutto si chiama sara. conosce tutto quello che interessa sapere per lavorare su questa storia che tratta di bambini. quest'estate ho lavorato con lei in un centro estivo per bambini. lei ha molta esperienza con i nanetti. lo si avverte da come lavora e da come parla del suo lavoro. le ho fatto leggere il mio storyboard chiedendole di indicarmi i punti in cui i miei bambini le sembravano personaggi da fumetto e non bambini veri. tra le tante dritte che mi ha dato, sara (occhio attentissimo), si è soffermata molto sul linguaggio, sulle parole, mostrandomi la complessità che c'è dietro ogni parola. le parole non sono soltanto parole. sono la descrizione di un'ambiente, di un contesto culturale e sociale.
in una scena che ho eliminato un mese fa si vedono un gruppo di bambini presi dal discorso che tiene quello che si propone come loro capo. è una scena con molta tenione. durante il suo discorso, il capo si riferisce al suo genitore con l'espressione "mio padre". successivamente uno dei bambini che l'ascolta parla anche lui di suo padre usando l'espressione "il mio papà".errore. un bambino può chiamare suo padre: papà, babbo, babbino, padre eccetera ma ogni istante della vita ha un suo vocabolario preciso e limitato. in ogni grupo il capo è scimmiottato da tutti suoi componenti. la postura e il linguaggio del capo sono tra le prime cose che influenza l'intero gruppo. la scena che avevo disegnato è quasi impossibile nella realtà. se il capo dice "mio padre" tutti i bambini diranno "mio padre".
ma questa scena, tornando al discorso iniziale, l'avevo scartata. nulla importa comunque. sara mi ha ricordato che per diventare buoni narrtori è necessario essere vigili, considerare che ogni dettaglio, anche il più piccolo, il più nascosto, diventa enorme se maltrattato.
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